Il Comune d'Ischia

Comune di 8 kmq e di circa 17000 abitanti (ischitani), si estende sul versante orientale dell´isola. è suddiviso in tre parti: la zona centrale di Ischia Porto, la zona storica di Ischia Ponte e la zona collinare di Campagnano. Larga parte del suo territorio era fino a qualche anno fa occupata dalla pineta formatasi sulla colata lavica dell´Arso risalente all´ultima eruzione vulcanica del 1301; oggi una parte consistente di questa pineta è stata disboscata, sostituita dalle abitazioni della zona centrale del comune.

La zona di Ischia Porto è una delle più frequentate dell´isola: si sviluppa attorno al porto, un antico cratere vulcanico trasformatosi successivamente in un lago, aperto nel 1854 da re Ferdinando di Borbone. Oggi questo scalo è il più importante dell´isola ed è la vera e propria porta d´ingresso d´Ischia, soprattutto per quel che riguarda l´accoglienza turistica. Sulla riva sinistra del porto vi è la banchina dalla quale partono i traghetti; dietro di essa si sviluppa un piccolo parco comunale, dove, all´ombra dei pineti e di altre piante tipiche della macchia mediterranea, si può aspettare la partenza del proprio traghetto o fare una passeggiata rilassante. Dietro questa zona del Porto si trova il piccolo Borgo di Sant´Alessandro, raggiungibile però dalla strada che collega Casamicciola al Porto, all´altezza della curva del Belvedere: si tratta di un borgo antico tutto concentrato attorno all´omonima chiesetta risalente al XIV secolo e collegato attraverso un vicoletto ad una delle spiagge più nascoste dell´isola, la spiaggia degli Inglesi; non è indicata per chi è amante del sole, visto che è soleggiata per poche ore della giornata, ma in compenso offre grande privacy e tranquillità. La zona centrale del semicerchio del porto è occupata dalla banchina per gli aliscafi e le motonavi delle gite turistiche: alle sue spalle si trova il piazzale Trieste, caratterizzato dalla presenza del capolinea degli autobus che da qui raggiungono tutte le zone dell´isola. Proseguendo verso il centro si incontra la bella chiesa neoclassica di Santa Maria di Portosalvo, costruita negli anni ´50 dell´Ottocento per volere di re Ferdinando di Borbone, che domina il porto con il suo frontone e il suo colonnato di ispirazione greca.

Più avanti si incrocia lo Stabilimento balneo-termale militare, che si estende sulla collinetta dove un tempo si trovava la dimora di vacanza dello stesso Ferdinando: si trattava del Casino reale che i Borbone tolsero in maniera non proprio ortodossa alla famiglia locale dei Buonocore, in seguito alla restaurazione post 1799: si dice che il re vi portasse le proprie amanti nei periodi in cui si trovava ad Ischia per rilassarsi. Prima di aprire il porto, lo stesso re si dilettava in battute di pesca o nella simulazione di battaglie navali nel laghetto di origine vulcanica che si trovava ai piedi della sua dimora.

La riva di destra è, invece, occupata da ristoranti, tavernette e locali notturni che rendono questa zona dell´isola una delle più trafficate, soprattutto nel periodo estivo, quando i tavoli vengono messi all´aperto e si può cenare, bere e danzare all´aria aperta. Collegato alla zona della riva destra del porto è il Corso: formato da due strade, via Roma e corso Vittoria Colonna, esso rappresenta la passeggiata più prestigiosa ed esclusiva del comune d´Ischia. Lungo il suo tragitto si possono trovare negozi di ogni genere, da quelli per la vendita di souvenir a quelli dell´alta moda con le firme più prestigiose; il tratto finale del Corso è, invece, caratterizzato dalla presenza di bar, ristoranti e locali notturni dove si svolge la vita mondana dell´isola, sia nel periodo estivo che in quello invernale.

La passeggiata lungo il Corso offre, comunque, interessanti spunti anche dal punto di vista architettonico e paesaggistico: attraverso le tante traverse laterali poste sul suo lato sinistro, si può raggiungere la zona del lido con le tipiche case dei pescatori e la spiaggia che si affaccia sulla terraferma e sulle isole di Procida e Vivara; a metà del Corso, poi, si incontra la chiesetta di Santa Maria delle Grazie, comunemente detta di San Pietro, risalente al XVIII secolo e posta su un elegante sagrato che la pone in posizione di rilievo rispetto alla strada; presenta una pianta ellittica con una interessante e scenografica copertura a scodella ricoperta di belle maioliche gialle e verdi.

Collegata al Corso da via Edgardo Cortese è piazza degli Eroi, il punto di incontro della gioventù ischitana, che in questo enorme slargo si dà appuntamento nei week end prima di scegliere dove passare la serata. Piazza degli Eroi è dominata dal bar Calise, il bar più esteso e famoso dell´isola, immerso in uno stupendo giardino e spesso allietato da musica dal vivo: si tratta del punto di riferimento per la popolazione che vi si ritrova durante tutti i giorni della settimana.

Da piazza degli Eroi è molto semplice arrivare a Ischia Ponte, percorrendo via Antonio Sogliuzzo che passa attraverso l´ultimo tratto esistente della pineta e conduce all´ingresso dell´isola pedonale che caratterizza il  borgo. Un modo alternativo per raggiungere la medesima frazione può essere quello di continuare per il Corso e immettersi in via Pontano che porta nella zona della spiaggia dei Pescatori, dalla quale si apre lo splendido scenario del Castello Aragonese; in questa zona molto popolare e caratterizzata dalla presenza delle abitazioni dei pescatori, si trova la chiesa di Sant´Antonio con il convento annesso, risalenti al XIII secolo ma rifatti nel 1740. Nell´ex convento oggi si trova la Biblioteca Antoniana, la più importante dell´isola, specializzata nella storia e nella cultura di Ischia. Alla fine di via Pontano si incrocia via Seminario che conduce al borgo di Ischia Ponte, una delle zone più affascinanti e visitate dell´isola. L´atmosfera che si respira in questa zona dell´isola è davvero particolare; la stretta vicinanza con il mare ne fa sentire il profumo durante il passeggio che attraverso via Seminario, tra due file di palazzi storici, porta allo slargo che apre la vista sul Castello Aragonese. In questo piccolo angolo dell´isola sono concentrati gli edifici più importanti della vita politica e religiosa della antica Ischia Ponte che è un po´ il libro di storia dell´isola, da leggere pagina dopo pagina, magari in una bella giornata di sole, quando i palazzi assumono sfumature cromatiche più calde. Ischia Ponte nel Medioevo, sotto la dominazione angioina, era conosciuta col nome di Borgo di Celsa, per la grande presenza di alberi di gelso nei quali crescevano i bachi dai quali si ricavava la seta, uno dei prodotti più importanti dell´economia isolana del tempo. Ancora oggi la conformazione del luogo ricorda quella dell´antico insediamento angioino con la stretta rete di vicoletti che caratterizza il borgo.

I palazzi più importanti che si affacciano su via Seminario, invece, risalgono ad epoche successive, a quando in questa zona si insediarono le famiglie nobili in seguito al progressivo abbandono del Castello, iniziato a partire dal XVII secolo. Il primo edificio di rilievo che si incontra è il Vescovado, risalente alla metà del "700: oggi ospita il vescovo e gli uffici della diocesi di Ischia e al suo interno, oltre ai documenti d´archivio riguardanti la vita religiosa del´isola, sono conservati resti archeologici provenienti dal Castello aragonese.

Proseguendo per la strada basolata si giunge alla chiesa dello Spirito Santo, comunemente dedicata a San Giovan Giuseppe della Croce, l´unico santo nato ad Ischia col nome di Carlo Gaetano Calosirto: fatta riedificare dai pescatori locali nel XVII secolo, oggi conserva opere di Paolo de Matteis, Giuseppe Bonito e Alfonso di Spigna, oltre ad un interessante Crocifisso ligneo del XVII secolo. Da segnalare in sacrestia un interessante affresco raffigurante il Castello Aragonese.

Più avanti, dall´altro lato della strada, si trova la Cattedrale di Ischia dedicata a Santa Maria Assunta: si tratta di un edificio rimodernato in forme barocche su un´antica chiesa risalente al XIII secolo e in seguito ampliata dall´ordine degli Agostiniani nel 1751-52. A partire dal 1810 è la chiesa madre della Diocesi, in seguito all´abbandono della precedente cattedrale situata sul Castello e bombardata qualche anno prima dagli inglesi. La sua struttura a tre navate ospita, oltre ad arredi sacri provenienti dal Castello, tra i quali sono degni di nota un Crocifisso ligneo del XIII secolo e un fonte battesimale del tardo rinascimento, interessanti opere d´arte, quali pitture di Giacinto Diano, di Teodoro d´Errico e del pittore locale Alfonso di Spigna. All´esterno, oltre alla facciata barocca, spiccano la cupola principale e le cupolette sulle navate laterali che danno alla struttura un andamento vivace.  

Nelle vicinanze della Cattedrale si può ammirare il palazzo dell´Orologio, sede del Museo del Mare che ospita al suo interno una serie di oggetti legati alla cultura marinaresca dell´isola: vi sono, infatti, conservati foto, ex voto, strumenti di lavoro e modellini; interessante è senza dubbio la sezione dedicata al mondo sommerso.

Girata la curva, si arriva al piazzale antistante il Castello Aragonese dove, nel maggio 2002, papa Giovanni Paolo II disse messa nella sua visita all´isola d´Ischia: si tratta di un piazzale a livello del mare, e per questo talvolta invaso dai flutti, che permette l´accesso al Castello Aragonese mediante il ponte di 228 metri fatto costruire dal Alfonso d´Aragona alla metà del XV secolo. Sul Piazzale Aragonese si svolge ogni anno d´estate il Premio Nazionale di giornalismo e anche la kermesse Ischia Film Festival, data il suo straordinario posizionamento con alle spalle il Castello e ai lati l´isolotto di Vivara e la baia di Cartaromana.

Il Castello Aragonese è oggi di proprietà privata ma è visitabile tutti i giorni dal mattino al tramonto; al suo interno si possono visitare un gran numero di edifici storici, sia laici che ecclesiastici, che rendono testimonianza della sua gloria passata. Attraversato il ponte si giunge all´altezza del fortino dove è posizionato l´ingresso con la biglietteria; si procede quindi per la galleria fatta scavare da re Alfonso nella roccia rachitica e che, salendo conduce all´altezza del sagrato della antica Cattedrale. Durante l´ascesa si possono notare, all´interno della galleria, delle aperture sulla volta che servivano per illuminare il tragitto o per gettare su eventuali invasori olio o pece bollenti; a metà galleria c´è la cappella dedicata a San Giovan Giuseppe della Croce che in gioventù aveva vissuto proprio sul Castello; proseguendo ancora attraverso la galleria, larga abbastanza per permettere a due carri di poter procedere in senso opposto, si giunge al corpo di guardia oggi occupato dal Museo degli Attrezzi di tortura e armi antiche, una esposizione molto interessante e talvolta macabra che abbraccia i vari periodi storici che hanno visto il Castello protagonista: si possono ammirare strumenti di tortura di ogni genere, ghigliottina compresa, armi da taglio o da fuoco, cinture di castità maschili e femminili, monete, alberi genealogici oltre che armature, corazze ed elmi. A questo punto il percorso della visita si articola in due itinerari che seguono le due diverse proprietà in cui è suddiviso il Castello: l´itinerario di Ponente e quello di Levante. Il primo itinerario prevede la visita alla Cattedrale dell´Assunta di cui restano pochi tratti in piedi ma sufici anti ad immaginarne l´antico splendore con le sue arcate, le sue colonne ma soprattutto con i resti dei magnifici stucchi che la decoravano; sotto la Cattedrale si trova la misteriosa cripta con i preziosi resti di affreschi trecenteschi di scuola giottesca: l´edificio è suddiviso in otto (in realtà quelle visibili sono sette, l´ottava e in via di scavo e presenta affreschi precedenti, forse duecenteschi) cappelle gentilizie sulle cui mura sono narrati episodi di vite di Santi, episodi biblici e teorie di santi in uno stile che risulta analogo a quello che si può ammirare a Napoli alla metà del Trecento, quando la lezione giottesca si era ormai affermata nella capitale del Regno Angioino. Di particolare valore sono una scena campestre con la scena dell´Annuncio ai Pastori, una pregevole Madonna in Trono con Bambino, gli episodi della vita della Maddalena e di Santa Caterina e un Cristo Crocifisso che però sembrerebbe risalire a qualche decennio dopo. Di interesse sono poi le sovrapposizioni pittoriche che interessano alcuni punti della cripta con affreschi più antichi coperti da altri più recenti: particolarmente evidente questo fenomeno proprio sulla parete del Cristo Crocifisso dove, in alcuni punti, il brano pittorico è coperto dai resti di una Santa Lucia risalente al Seicento.    

Salendo si giunge alla Chiesa dell´Immacolata, oggi sconsacrata come tutte le chiese del Castello, l´edificio più moderno dell´isolotto in quanto fatto costruire dalle monache clarisse nel XVIII secolo. Questo edificio a croce greca con interni stuccati molto semplici e una bella cupola bramantesca che troneggia su tutto l´isolotto, attualmente ospita esposizioni temporanee d´arte e concerti.

Attiguo è il convento delle Clarisse, oggi adibito ad albergo, che presenta nei suoi sotterranei uno dei luoghi più visitati dai turisti: il cimitero delle Clarisse con le seggiole scavate alle pareti dove venivano adagiate le monache decedute e lasciate a decomporsi con i liquidi della decomposizione che scolavano attraverso il foro che si trovava al centro della seggiola. Particolare macabro era che ogni giorno le sorelle ancora vive andavano a pregare davanti alle morte e a riflettere quindi sulla vacuità della vita terrena.

L´itinerario di Levante è caratterizzato dalle ampie zone di verde coltivate a terrazze e dai giardini nei quali i membri delle casate reali che si sono succeduti sul trono di Napoli passeggiavano amorevolmente nei loro brevi soggiorni ischitani. Dopo essere passati per la Casa del Sole, antica casa colonica oggi adibita a museo dove sono esposti quadri di importanti artisti contemporanei locali, con i suoi solai dai quali si ammira un panorama eccezionale, si entra nella zona verde del Castello passando avanti al tempietto esagonale di San Pietro a Pantaniello, risalente al XVI secolo, e ai palmenti dove si produceva il vino. Attraverso sentieri ombrosi si raggiunge il carcere borbonico, bagno penale di massima sicurezza dove furono rinchiusi e torturati i dissidenti politici e gli esponenti del risorgimento napoletano; dopo il carcere il percorso porta al Terrazzo degli Ulivi, il giardino preferito di Alfonso d´Aragona, dal quale si può ammirare un panorama indimenticabile a strapiombo sul mare e all´ombra del Faro del Castello e del Palazzo Reale che purtroppo oggi non è visitabile ma che ha ospitato per anni sovrani e nobili e che un tempo era di straordinaria bellezza e preziosità; oggi, in seguito ad un tentativo di riconversione edilizia degli anni Settanta, è in condizioni di cattiva conservazione e ha perso i tratti originali, almeno per quel che riguarda gli interni.

Il percorso continua con il Sentiero del Sole che attraversa il versante del Castello permettendo una vista eccezionale sul mare e le terrazze coltivate; in sequenza ci si imbatte nella chiesa della Madonna delle Grazie, dove si tengono intimi concerti di musica sacra, e poi in della Madonna della Libera, al cui interno sono presenti resti di affreschi presumibilmente risalenti al XIII secolo. La passeggiata lungo questo versante permette di comprendere l´ampiezza dell´isolotto e la sua fertilità: sembra davvero di tornare al XVI secolo quando questi luoghi brulicavano di contadini e le terrazze erano in fiore.

Sormonta Ischia Ponte la frazione di Campagnano che si estende fino al limite nord-orientale del comune con la zona di Cartaromana. Campagnano è la parte collinare del comune d´Ischia; il suo abitato si arrampica su una collinetta un tempo ricca di filari di vigneti e che offre un piacevole panorama sul golfo di Napoli. Il punto più interessante è però rappresentato dalla zona di Cartaromana, affacciata sulla omonima baia a ridosso del Castello Aragonese.

Si tratta della zona storica del comune d´Ischia, quella, cioè, dove nel I secolo si insediarono i Romani con la loro colonia di Aenaria; oggi è zona residenziale, ricca di strutture turistiche che sfruttano lo splendido panorama e la vicinanza con gli scogli di Sant´Anna, dove, su piattaforme adagiate sulle rocce vulcaniche in mezzo al mare, si può passare una bella giornata di mare. Tra l´altro sui fondali di questa baia, oltre alle straordinarie praterie di poseidonia, pianta marina tipica di queste zone, si possono anche trovare i resti sommersi di un tratto dell´antico insediamento di Aenaria. La zona di Cartaromana è interessante anche per la presenza della Torre Guevara, detta anche di Michelangelo per la leggenda che la vuole come dimora temporanea del grande artista fiorentino: è un edificio di difesa fatto erigere nel XV secolo da re Alfonso d´Aragona per controllare anche le zone limitrofe del Castello; è appartenuta fino agli inizi dell´Ottocento alla famiglia dei Guevara, impiantatasi ad Ischia al seguito degli Aragona, che ne ha fatto la propria elegante dimora.

Immersa nel verde di panoramici giardini, la Torre si sviluppa su tre livelli, presenta interni molto eleganti con alcune pareti abbellite da preziosi affreschi: uno di questi rappresenta come doveva essere il vicino Castello Aragonese nel XVI secolo, dimostrandosi uno straordinario documento sulla antica grandezza dell´isolotto fortezza. Oggi questo edificio è adibito a struttura polivalente per esposizioni d´arte e concerti, soprattutto nella stagione estiva, quando si possono sfruttare gli ampi spazi esterni.

Al confine tra i comuni di Ischia e Barano si trova l´imponente acquedotto di stile romano: si tratta di una struttura ad archi che parte dalla fonte di Buceto, situata nella zona di Fiaiano, e arriva fino agli inizi di Campagnano. Anche se il suo stile architettonico può trarre in inganno, posizionandolo in epoca romana, in realtà questo acquedotto è ben più recente. Risale, infatti, al Seicento, quando il Governatore dell´isola, Orazio Tuttavilla, ma soprattutto il Vescovo Girolamo Rocca si impegnarono per portare a termine la costruzione di un acquedotto che rifornisse di acqua la città di Ischia, che vedeva in quegli anni aumentare la propria popolazione e dunque il bisogno di risorse idriche. Un osservatore attento, arrivando ad Ischia Ponte, sicuramente noterà la sensibile differenza di altezza tra le due ali di palazzi che seguono sul suo percorso la via Seminario: quelli interni risultano, infatti, molto più alti di quelli più vicini al mare. C´è una spiegazione "sociale" a questa stranezza architettonica: i palazzi interni, infatti appartenevano alle famiglie nobili ischitane che, non volendo perdere la vista mare dai loro balconi, concessero ai pescatori di costruire le loro abitazioni adiacenti alla spiaggia solo a patto che non superassero una certa altezza. L´eterna lotta tra ricchi e poveri ha riguardato, dunque, anche questo splendido angolo di Ischia...

Le cinque cose da non perdere

1 - Passeggiata a Ischia Ponte e visita al Castello Aragonese

2 - Shopping a via Roma

3 - Serata alla Riva Destra

4 - Jogging in pineta

5 - Bagno agli scogli di Sant´Anna a Cartaromana

Antonio Castagliuolo

Condividi