Il Comune di Forio

Situato sul versante occidentale dell´isola, Forio è il comune più esteso di Ischia: sulla sua superficie di circa 13 kmq vivono intorno ai 15000 abitanti (foriani). Data la sua invidiabile posizione, vi splende il sole tutto il giorno, Forio è oggi il comune dell´isola con il maggior numero di strutture turistiche. Il suo territorio è, poi, una continua sequela di bellezze naturali e di ambienti diversi: si va dalle spiagge alle colline ricoperte di vitigni, dalle terme ai boschi, dalle torri alle chiese; il tutto sempre illuminato dal sole e mitigato dalla piacevole brezza marina che caratterizza la sua costa.

Il nome Forio sembra derivare dalla parola greca "phoros", fertile, che ne metterebbe in evidenza le caratteristiche del suolo. Ma c´è anche chi vi vede un´origine dal termine "fiorito", visto il continuo rifiorire di questa terra in seguito alle calamità che ne hanno caratterizzato la storia.

Calamità legate soprattutto alle incursioni piratesche del XIV e XV secolo che hanno influito sul modo di vivere dei foriani ma anche sulla morfologia del territorio. Oggi Forio è, infatti, detto comune saraceno per i suoi stretti vicoletti e le sue torri difensive ma anche per il carattere focoso dei suoi abitanti nelle cui vene scorre ancora sangue saraceno.

Da circa trent´anni Forio ha abbandonato i panni di comune agricolo e legato alla pesca per svilupparsi dal punto di vista turistico: sotto la spinta della pubblicità data da Rizzoli alla vicina Lacco Ameno, anche qui negli anni Sessanta del Novecento sono cominciati a venire i primi turisti, soprattutto artisti e scrittori, che hanno aiutato a pubblicizzare le bellezze di questa terra.

Le torri, il Soccorso, le baie di Citara e San Francesco, la sorgente di Sorgeto, il corso Umberto sono i gioielli di questo comune che si divide in due centri principali: la zona di Forio, vicino al mare, e quella di Panza, in collina. La zona centrale di Forio è quella più rilevante dal punto di vista turistico; essa si sviluppa attorno al porto ed è tagliata dal corso Umberto che rappresenta la passeggiata principale del comune. Arrivando dal mare e sbarcando nel piccolo porto si può avere una sintesi perfetta di cosa sia Forio dal punto di vista monumentale: i primi edifici che si notano, infatti, sono la chiesa di San Gaetano, con la sua cupoletta arancione, e il Torrione. Chiese e torri sono la principale caratteristica di Forio; abbiamo una ventina di chiese sparse su tutto il territorio e dieci torri, disposte nelle zone prospicienti al centro. Le torri sono il vero è proprio simbolo di Forio: esse sono di diverse dimensioni e forme ma risalgono tutte al XV e XVI secolo quando la popolazione foriana, stanca delle continue razzie dei pirati saraceni, decise di organizzare un sistema difensivo basato sulla presenza di possenti torri di difesa collegate tra loro da una fitta e impervia serie di vicoletti, i vicoli saraceni appunto, che rendessero difficile la penetrazione di massa dei pirati nel centro del paese. Ancora oggi abbiamo resti consistenti di questa struttura viaria nelle zone del porto e dei quartieri più popolari alle spalle del corso principale: si tratta di vicoletti stretti e dall´andamento sinuoso che tagliano il centro abitato e collegano tra loro le varie torri; il fatto che fossero stretti permetteva alla popolazione locale di potersi difendere con maggiore facilità, colpendo gli invasori con olio e pece bollenti dalle finestre o terrazze che si affacciavano sui vicoli stessi. Le dieci torri, dopo che il pericolo saraceno era venuto meno, hanno avuto sorti diverse: attualmente solo il Torrione è di proprietà comunale ed è stato trasformato in un museo dove si tengono esposizioni temporanee; le altre torri sono, invece, andate ai privati e in alcuni casi trasformate in abitazioni che hanno ben poco dell´aspetto originario.

Il centro di Forio oltre alle torri offre anche altre attrattive; salendo dal porto troviamo la chiesa di San Gaetano, costruita nel '600 dai marinai e pescatori di Forio: la sua bella cupola è uno dei simboli di Forio e troneggia su un impianto architettonico di stile mediterraneo che all´interno è stato modificato in senso barocco; di grande interesse è la meridiana sulla facciata che scandiva le ore delle giornate lavorative dei pescatori della zona.

Proseguendo verso il corso Umberto, elegante passeggiata che taglia a metà la zona del centro, incontriamo la chiesa di Santa Maria di Loreto, basilica pontificia di grande eleganza. Risalente agli inizi del '300, fu ampliata nel corso dei secoli e affiancata dall´ Oratorio dell´Assunta all´interno del quale oggi si può ammirare un bel coro ligneo. Gli interni della basilica, a tre navate, sono ricchi di stucchi e marmi di grande preziosità; tra le opere d´arte spiccano il pulpito ma soprattutto le pitture di Decio Tramontano, Cesare Calise, Alfonso di Spigna che abbelliscono le cappelle e gli alteri laterali. La facciata è, invece, molto sobria e dominata dalla torre con l´orologio, costruita nel Settecento, che continua a scandire le ore delle giornate dei foriani.

La passeggiata di Corso Umberto ad un certo punto si allarga creando una piazzetta sulla quale sorge una fontana; in questo largo, detto in passato Pontone, si è scritta la storia di Forio. Qui si trovavano, infatti, i tavoli del bar Maria, luogo prediletto negli anni ´60 del Novecento da intellettuali ed artisti che frequentavano Ischia. Serviti dalla ruspante signora Maria, proprietaria del bar, hanno frequentato questo angolo caratteristico personalità del calibro di Eduardo Bargheer (pittore), Truman Capote (scrittore), Wystan Hugh Auden (poeta), Chester Kallmann (poeta), William Walton (compositore), Richard Burton (attore), Liz Taylor (attrice), Hans Werner Henze (compositore), James Dobrodzek (pittore), Thekla Clark (scrittrice), Bernard Berenson (critico d´arte), Leonardo Cremonini (pittore), Enrico d´Assia (artista), Aldo Pagliacci (pittore), Alberto Moravia (scrittore), Elsa Morante (scrittrice), Natalino Sapegno (critico letterario), Carlo Bernari (scrittore), Renato Guttuso (pittore), Dacia Maraini (scrittrice). Molti di questi artisti donarono una loro opera alla signora Maria che ben presto divenne proprietaria di una collezione di alto livello, in parte ancora esposta nel bar. Una collezione che ha resistito anche agli assalti di Jacqueline Kennedy, altra ospite del bar Maria, che offrì un discreto gruzzolo per impadronirsene. In questo piccolo Montparnasse isolano si formarono tanti artisti locali che, a contatto con tali e tanti maestri, poterono affinare le loro doti e diventare quotati anche a livello nazionale.

Il Corso Umberto prosegue e ad un certo punto devia e sale verso la zona più panoramica del comune, la piazza del Soccorso. Prima, però, ci si imbatte in piazza Municipio dove sorge un complesso religioso molto importante: si tratta di due chiese e un ex convento, oggi adibito a sede municipale. La prima chiesa è quella della congrega di Santa Maria Visitapoveri: risalente al '600, ad una navata, ospita all´interno una preziosa cantoria in legno e opere di artisti locali; questa congrega è famosa perché ogni anno organizza la celebre Corsa dell´Angelo di Pasqua lungo corso Umberto (vedi collegamento). Non a caso nella sua sagrestia sono conservate le statue utilizzate per la rappresentazione. Attigua ad essa è la chiesa di San Francesco d´Assisi, che fu costruita, insieme al vicino convento, alla metà del XVII secolo. Si tratta di una struttura ad una navata in stile rococò, decorata da importanti opere di pittura tra le quali spiccano tele di quotati artisti napoletani quali Marco Pino e Massimo Stanzione. L´attiguo ex convento si sviluppa su due piani: il piano terra è occupato dal chiostro con il pozzo al centro del cortile, il piano superiore, invece, da sale e stanze oggi utilizzate per gli uffici del sindaco. Tra la chiesa e il Municipio, in posizione isolata, ci sono gli ambienti riservati all´unico monaco ancora rimasto, che regge la chiesa di San Francesco.

Superato il Municipio, si apre alla vista lo straordinario scenario del Piazzale del Soccorso: su questa penisoletta, posta proprio a metà della costa foriana, tra punta Imperatore e Punta Caruso, si staglia la chiesetta dedicata alla Madonna del Soccorso, una delle chiese più famose dell´isola. Si tratta di un edificio risalente al XIV secolo dalle forme semplici ma allo stesso tempo affascinanti: la facciata presenta un antico, forse originale, portale. L´interno a una navata con due cappelle laterali, conserva tanti ex voto donati dai marinai, a cui è cara la chiesa, e importanti opere d´arte come il Crocifisso ligneo ritrovato, secondo la leggenda, sugli scogli sottostanti, e la tela di Cesare Calise  raffigurante Sant´Agostino, Santa Monica e San Nicola da Tolentino (1633). Ma quello che più colpisce del luogo, e lascia senza fiato è il panorama che lo circonda: il mare immenso, la baia di San Francesco, il porto, il lungomare, la baia di Citara, il monte Epomeo, tutta Forio può essere ammirata girando il capo. Ma lo spettacolo più bello lo si può forse ammirare all´imbrunire, quando il sole si tuffa nelle acque antistanti il piazzale del Soccorso dando vita ad un gioco di colori unico al mondo. Sono questi i momenti in cui si può ammirare il famoso raggio verde, fenomeno ottico dovuto ai raggi del sole calante che si incontrano con le acque del mare. La costa foriana, di cui il piazzale del Soccorso, come detto, segna la metà, è caratterizzata ai suoi estremi da due bellissime baie che costituiscono i poli balneari del comune: la baia di Citara, in prossimità di punta Imperatore, e la baia di San Francesco, vicina a punta Caruso.

La baia di Citara è una delle zone più frequentate dell´isola: è caratterizzata da una grande spiaggia e da una zona altamente termale alle sue spalle. Le sorgenti termali naturali di Citara erano conosciute già dai romani che le avevano dedicate a Venere Citarea: oggi le loro acque sono sfruttate dal parco termale più esteso dell´isola, i Giardini Poseidon. Si tratta di un vasto giardino ricco di piante rigogliose al cui interno sono presenti 18 piscine termali a varia temperatura, una sauna naturale, ambienti per massaggi, fanghi e inalazioni, percorsi Kneip con alternanza di vasche di acqua calda e fredda, un bar-ristorante e infine una spiaggia attrezzata alla fine della baia, proprio sotto il costone di punta Imperatore: un posto, insomma, dove passare un´intera giornata all´insegna del benessere e del relax.

Subito dopo la spiaggia di Citara, andando verso il centro di Forio, c´è la spiaggia libera di Cava dell´Isola molto frequentata dai giovani per il suo aspetto selvaggio e per il fatto che essendo totalmente libera c´è la possibilità di praticare sport da spiaggia. Vi si accede attraverso una settantina di scale non molto ripide che hanno inizio sul lungomare di Citara, la strada che copre gran parte del versante occidentale dell´isola.

Questo lungomare offre una passeggiata davvero molto suggestiva sempre mitigata dalla fresca brezza proveniente dal mare; il suo percorso è intervallato dalla presenza di sculture naturali molto particolari come il Becco dell´Aquila, masso di tufo verde a cui gli agenti atmosferici hanno dato la forma di un rostro, e gli scogli degli Innamorati, due faraglioni tanto vicini tra loro che sembrano due innamorati sul punto di baciarsi. Da una delle traverse del lungomare, per l´esattezza via degli Agrumi, si raggiungono il Torone e più avanti la bella chiesa di San Vito, Basilica Pontificia dalla facciata imponente caratterizzata da due torri campanarie. In questa chiesa, risalente al Trecento ma ricostruita nel 1745-46, è ospitata la statua argentea di San Vito, santo patrono di Forio al quale a giugno è dedicata una grande festa (vedi collegamento), oltre a diverse opere di valore eseguite da maestri locali quali Cesare Calise e Alfonso di Spigna. Proseguendo, invece, per il lungomare di Citara si raggiunge la zona del porto, per lo più utilizzato dai pescatori, e, infine, sul corso Colombo che dà accesso alla zona di San Francesco, l´altro polo balneare e turistico di Forio.

Questa zona è aperta dalla spiaggia della Chiaia, molto frequentata dalle famiglie con bambini vista la scarsa profondità del mare e la presenza di scogliere che la proteggono dalle mareggiate. Più avanti comincia il quartiere di San Francesco che prende il nome dal santuario seicentesco dedicato a San Francesco di Paola che domina la baia; si tratta di una chiesa costruita in due diversi momenti: il piccolo cenobio e la navata di sinistra furono costruiti nel Seicento, il resto, compreso il campanile, negli anni ´50 del Novecento.

Il suo interno, suddiviso in tre navate con alcune cappelle laterali, nella zona dell´abside è scavato nella roccia della collina retrostante ed ospita la statua settecentesca del santo, un busto in cartapesta ancora del santo e una pregevole tela eseguita da Cesare Calise nel 1633. L´ampio sagrato, oltre ad offrire un suggestivo panorama sulla baia, ospita le tante celebrazioni in onore di San Francesco organizzate in occasione della sua festività che cade agli inizi di maggio.

Tutta la zona circostante la chiesa e la spiaggia è caratterizzata dalla presenza di strutture alberghiere che fanno di questa località un ricercato polo turistico immerso nel verde. La baia di San Francesco è dominata da Punta Caruso su cui si estende il bosco di Zaro: si tratta di una zona molto panoramica ed esclusiva che ospita alcune delle ville più esclusive dell´isola, molte delle quali a strapiombo sul mare.

All´inizio del boschetto di Zaro si trova, poi, quello che è stato definito il giardino più bello d´Italia, la Mortella, un luogo magico ideato dai coniugi Walton nel secondo Dopoguerra. Il giardino, aperto solo nei mesi caldi, ospita sui suoi 150000 mq piante rare provenienti da tutto il mondo che si affacciano su fontane di varia forma e dimensioni; nella parte più alta spicca poi la presenza di un teatro greco che ospita concerti all´aperto organizzati in memoria di Sir William Walton, antico proprietario del giardino e famoso compositore musicale. Il progetto della parte bassa fu ideato dall´architetto inglese Russel Page a partire dal 1956, mentre la parte alta fu organizzata da lady Susana Walton a partire dal 1983, anno della scomparsa del suo amato marito. L´apertura al pubblico si ebbe nel 1991 quando venne ad inaugurarlo il principe Carlo d´Inghilterra, amico di lady Susana: da quel momento il giardino è diventato una delle principali attrattive dell´isola, meta obbligata per chi ama il verde e la tranquillità.

Nella zona finale del bosco di Zaro, ai confini con il comune di Lacco Ameno, si trova un altro edificio di grande prestigio e bellezza, la Colombaia, la villa appartenuta al regista Luchino Visconti che, alla sua morte, la lasciò al comune di Forio. Dopo anni di abbandono e degrado, la struttura fu riaperta per qualche anno dopo essere stata interessata da lavori di restauro che in parte ne recuperarono la preziosità dei suoi ambienti e la bellezza del suo giardino; oggi è purtroppo stata di nuovo chiusa per problemi legati alla sua tenuta strutturale. Una bella visuale della sua particolare forma con la torretta merlata la si può avere dal mare appena superata la baia di San Montano.

Come detto il comune di Forio comprende anche la zona collinare di Panza, posta ai piedi delle pendici occidentali del monte Epomeo. Proprio sulla strada che dal centro si dirige verso Panza, poco prima del bivio che porta alla baia di Citara, c´è una traversa che permette di raggiungere le parti alte del comune. Si passa prima per la zona di via Bocca con la piccola chiesa di campagna di San Domenico, poi, attraverso una serie di tornanti che si affacciano su panorami mozzafiato, si raggiunge la zona di Santa Maria al Monte dominata dall´omonima chiesetta privata. Attorno ad essa si sviluppa un piccolo borgo confinante con i boschi che danno accesso alla vetta dell´Epomeo attraverso piccoli sentieri segnalati da indicazioni. In questa zona, dalla quale si ha una visuale completa dell´abitato di Forio, ogni 12 settembre si tengono le celebrazioni in onore della Madonna con la messa nella chiesetta, la processione per il bosco e  i pic-nic organizzati all´ombra dei faggi e dei castagni in tende montate dai ragazzi che vi trascorrono la nottata precedente la festività.

La strada per Panza, dopo la deviazione che conduce a via Bocca, presenta sul suo tragitto la piccola frazione del Cuotto. Affacciata sulla baia di Citara di cui si ha una splendida visuale, questa frazione rappresenta un altro polo turistico molto importante per il comune di Forio, ricco di strutture alberghiere e locali notturni molto frequentati dai turisti, soprattutto stranieri.

Subito dopo Cuotto, alle porte di Panza, si possono ammirare i vigneti più belli ed estesi dell´isola, nei quali si produce il miglior vino di Ischia, l´unico al quale è stato dato l´attributo DOC. Ed è proprio il vino il prodotto principale dell´economia di Panza: nei suoi vigneti sempre baciati dal sole, ventilati e lontani abbastanza dalla salsedine del mare, si produce un vino di grande qualità e dalla gradazione elevata, intorno ai 14°. Case vinicole come i D´Ambra e i Pietratorcia hanno visto i loro prodotti raggiungere una fama e una qualità che li ha portati a competere in tutta Italia; le loro cantine scavate nel tufo verde si sono ampliate e oggi offrono la possibilità di degustazioni e di visite guidate che permettono di ammirare i vari processi di produzione del vino.

In mezzo a tutto questo verde si sviluppa l´abitato di Panza, in continua espansione, dominato dalla chiesa di San Leonardo, il santo più amato nella zona.

Si tratta di una chiesa risalente al 1536 ma completamente rifatta nel 1737, con facciata a timpano caratterizzata dalla presenza di una possente torre con l´orologio; gli interni, suddivisi in tre navate, sono decorati da preziosi stucchi e vedono la presenza di sei altari.

Dalla attigua piazza principale di Panza è molto semplice raggiungere le zone di Punta Chiarito e Sorgeto, i gioielli della frazione. Punta Chiarito, oltre ad offrire un panorama straordinario su un´ampia parte della costa meridionale dell´isola, è importante per gli scavi archeologici che hanno portato alla luce i resti di un villaggio risalente al VII secolo a.C. Larga parte dei reperti sono oggi conservati nel Museo Archeologico di Napoli all´interno del quale c´è una sala che presenta la ricostruzione fedele di una delle capanne trovate a Punta Chiarito. Sul luogo sono in corso altri scavi e lavori che dovrebbero permetterne l´apertura al pubblico a breve. Da Punta Chiarito si scorge anche la baia di Sorgeto, altra straordinaria prova della natura vulcanica dell´isola. Si tratta di una spiaggia rocciosa le cui acque sono riscaldate in alcuni punti dai soffioni di aria calda che fuoriescono dalla crosta terrestre: in alcuni punti si formano così delle piscine naturali nelle quali si può fare il bagno nell´acqua di mare calda. è un posto arduo da raggiungere, ci sono da fare circa 270 gradini, ma di grande fascino, soprattutto di sera quando la baia è illuminata dalla luna e si può fare un romantico bagno notturno. Chi vuole evitare i gradini può servirsi del servizio di taxi boat che dalla vicina Sant´Angelo fa la spola con la baia.

Forio ha ancora oggi una forte tradizione marinaresca e legata alla pesca. Tanti suoi figli sono oggi comandanti di importanti navi da crociera o da trasporto; molti altri si dedicano anche alla pesca, tanto che ogni giorno c´è il mercato del pesce fresco. Ma lo spettacolo più bello è offerto il giorno della vigilia di Natale, quando, davanti alla chiesa di San Gaetano, i pescatori foriani organizzano i loro banchi all´aperto dove si possono acquistare i pesci per il cenone.

Le cinque cose da non perdere

1 - Giornata ai Giardini Poseidon

2 - Tramonto al Soccorso

3 - Visita ai Giardini la Mortella

4 - Passeggiata per il Corso e per i vicoli Saraceni

5 - Bagno notturno nella baia di Sorgeto

Antonio Castagliuolo

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