Alla scoperta della cucina ischitana

Sole, mare e natura, un clima incantevole e la più alta concentrazione in Europa di sorgenti termali hanno fatto di Ischia una meta privilegiata per le vacanze sia d'estate che d'inverno. Negli ultimi anni la varietà della raffinata offerta enogastronomica ha integrato l'immagine consolidata dell'isola. A Ischia si producono vini che, per primi, hanno ottenuto il marchio Doc in Campania, da vitigni quali Biancolella, Forastera e Piedirosso (o Per 'e Palummo). I boschi, le pinete e i pianori abbondano di bacche, funghi porcini, fiori spontanei. Ovunque, castagneti, agrumeti, frutteti rigogliosi, ma anche oliveti, alberi di noci e nocciole. Gli orti offrono pomodori consistenti e saporiti, cicerchie, lenticchie, fagiolini e fagioli unici quali gli "zampognari", piccoli e dal colore rosso scuro, perfetti per la zuppa. Un'esplosione di colori e odori arricchisce i piatti della tradizione, che accolgono anche il maiale e i prodotti del mare.

Tanti i ristoranti e le enoteche che animano la "Riva Destra" dell'antico Porto d'Ischia, e Ischia Ponte, dove spicca la mole del castello aragonese. I piatti tipici? La parmigiana di melanzane, impreziosita dal profumatissimo basilico a foglie larghe dell'isola, e il coniglio all'ischitana, emblema della cucina locale. Da Barano a Serrara Fontana, fino alle falde dell'Epomeo, il coniglio è allevato anche in fossa (una profonda buca scavata nel terrapieno) e viene cucinato in tegame di terracotta smaltata con olio d'oliva, pomodoro, aglio "vestito" (non sbucciato), peperoncino, basilico, timo selvatico e vino bianco; il sugo è utilizzato come condimento di bucatini o "zitoni". Sulla costa, Sant'Angelo, Forio, Lacco Ameno e Casamicciola sono lughi di relax terapeutico (tanti gli stabilimenti termali) e cucina marinara genuina.

Fonte: Regione Campania Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali

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