Lacco Ameno d'Ischia e le sue testimonianze archeologiche

Sede del più antico insediamento umano nell'isola d'Ischia, Lacco ameno è anche il territorio comunale ricco delle maggiori testimonianze archeologiche. Reperti di età greca, romana e paleocristiana hanno permesso di individuare in Montevico, S. Montano e S. Restituta un triangolo di vitale stratificazione storica, documentabile sia negli scavi di S. Restituta che nei numerosi "pezzi" catalogati per il museo storico dell'isola a Villa Arbusto.

Insieme ai nuclei a mezza costa (Mezzavia, vecchia Pannella, Casamonte) l'area di S. Restituta non smise di testimoniare la continuità storica nemmeno nel Medioevo e oltre, quando i monaci carmelitani vennero (1589) ad annettere alla chiesa un convento. Circa l'espansione abitativa sei-settecentesca a Rosario, Fundera ed alla Marina, valide testimonianze fornivano le chiese realizzate in quei nuclei, che però sono state distrutte dal terremoto del 1883 insieme all'edilizia minuta, per cui possiamo oggi riferirci alla sola chiesa della marina: S. Maria delle Grazie.

Contemporaneamente, l'amenità del sito portò all'affermazione, sulle colline della Pannella e dell'Arbusto, della residenza signorile o comunque ricettiva come avvenne per la casa De Siano e per la piccola casa dell'Arbusto. Nell'ottocento, la realizzazione dell'asse viario da Capitello a S. Restituta segnò, nell'area rivierasca, il passaggio da marina di pescatori ad area urbana. In tale contesto si vennero a collocare, negli anni '50 del nostro secolo, le grandi industrializzazioni turistico-termali Rizzoli con una svolta decisiva per la vita del più piccolo comune dell'isola.

Fonte - Ischia l'identità negata [Ilia Delizia]

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