L'isola d'Ischia

L'isola d'Ischia

Passammo un lungo mese d´estate a Ischia - non come invalidi in cerca dei bagni termali (per i quali, dalla lontana antichità, l´isola è stata famosa), ma per il puro godimento della sua bellezza, di un genere più selvaggio e meno popolato di qualsiasi altro posto di Napoli, e molto meno visitato. è una vera distesa di vigneti lungo i quali i caprai guidano le loro timide bestie, mentre all´ombra tremolante siedono persone e piegano lunghe corde di paglia colorata da mattina a sera. Prima di venire ad Ischia non sapevo che le viti sono capaci di profumare l´aria con una fragranza così genuina. Nascono qui grappoli d´uva di un profondo rosso (o nero, come si dice), che producono un vino così blu scuro che si usa principalmente come colorante per altri vini, trovando, perciò, un mercato molto attivo. Il succo non fermentato è così corposo e ricco di tannino che è anche possibile usarlo come inchiostro. L´isola è coperta più o meno interamente di questi bei vigneti, pallidi all´inizio della primavera, ma neri con pesanti grappoli prima della vendemmia; e sotto le loro foglie la solita via, dove i forestieri sono liberi di passeggiare, con delizia a contatto con la natura che il contadino probabilmente non ha mai conosciuto. La tragedia di un quarto di secolo fa impoverì Ischia, ma l´ha salvata dall´innovativo deturpamento della vita moderna. Di quale altro luogo intorno alla costa si può dire giustamente che un edificio è appena sgradevole - che nessun orrendo albergo sta come un genere di eliografo per affascinare tutti gli occhi? Di Ischia questo può essere detto in tutta verità. L´isola è completamente ed eccezionalmente bella - un posto per fermarsi con delizia ed andare via con rammarico. Passeggiate al di fuori delle piste battute non sono così facile da trovare intorno a Napoli come si potrebbe immaginare. A Capri potete andare su e giù per la collina. A Sorrento la mancanza di passeggiate è proverbiale. Ad Amalfi centinaia di ripidi passi montani devono essere affrontati prima di poter trovare un tratto per passeggiare. Ma ad Ischia non solo può farsi l´ascesa all´Epomeo, ma anche i poderi e i boschi che rivestono i fianchi della grande montagna sono luoghi di ritrovo ottimi per il viandante; non ci sono salite difficili o faticose che richiedano un abbigliamento teutonico con cappello alpino e pesante bastone, che sembra che occorrano per molte semplici passeggiate a Capri; piuttosto si tratta di piccoli percorsi di paese sotto gli olivi e gli alberi di quercia, dove non passa nessuno, tranne i boscaioli che sistemano rami abbattuti da sporgenza a sporgenza, o una donna che canta da sola e un bambino che come lei procede leggermente a piedi nudi. Se seguiamo i vigneti sui pendii della montagna, vediamo caverne che sono scavate profondamente nella roccia, freschi cellai per il vino che erano un tempo in uso in molte parti viticole d´Italia, sebbene questa abitudine sia pressoché scomparsa. Qua e là in zone coperte da eccessiva vegetazione incontriamo percorsi aggrovigliati di more come in un sentiero inglese; ma nessuno le coglie. Se i greci nei secoli passati le consideravano come un farmaco per alcuni dei loro disturbi, il contadino italiano oggi le disprezza assolutamente.

Da: Ischia e Capri dipinte da Augustine Fitzgerald descritte da Sybil Fitzgerald

[Imagaenaria Editore]

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