L'esordio cinematografico di Ric e Gian avvenne a Ischia

I popolarissimi comici Ric e Gian (nome d'arte rispettivamente di Riccardo Miniggio e di Gian Fabio bosco, attivi esclusivamente negli anni '60, '70 e '80) sono rimasti ancora "vivi" nel cuore dello spettatore del piccolo schermo per le loro performance televisive. Apparvero la prima volta sul grande schermo nel film "Ischia operazione amore" (1966), un film commerciale ma non privo di buone gag, con la regia di Vittorio Sala e la partecipazione di Peppino De Filippo e walter Chiari (i quali si esibirono in una divertentissima caratterizzazione), grazie all'interessamento del produttore Comm. Angelo Rizzoli che ne scoprì il talento.

Alla fine degli anni '50 Riccardo Miniggio, nato a Torino il 31 dicembre 1935 e cresciuto nel quartiere San Donato della stessa città (vi abitava con la famiglia in via Cibrario), iniziò a frequentare l'Ideal, teatro di rivista situato nei pressi di piazza Statuto, che anni dopo diventerà uno dei più popolari cinema cittadini. Qui iniziò ad esibirsi come ballerino ( fu infatti un ballerino acrobatico di rock n'roll) e come imitatore di Jerry Lewis, frequentò molti attori e lavorò anche con la compagnia di Erminio Macario. Gian Fabio Bosco, nato a Firenze il 30 luglio 1936 ma cresciuto a Genova, città di origine della famiglia, era figlio d'arte: sua madre, l'attrice Anna Caroli lavorava nella compagnia di Gilberto Govi. Dopo le prime esperienze di recitazione ancora bambino insieme alla madre, si esibì in varie compagnie, tra cui quella dell'indimenticato Gino Bramieri.

I due artisti si conobbero in un altro locale torinese dell'epoca, il "Maffei" in via Principe Tommaso, dove Gian recitava in una compagnia teatrale insieme al comico Mario Ferrero e Ric si esibiva come ballerino fantasista: i due ebbero l'idea di formare u duo comico e, sfruttando le loro conoscenze, iniziarono ad esibirsi innanzitutto nei locali di Genova e Torino e in breve tempo nelle altre città del nord Italia, con il nome di "Jerry e Fabio". In breve tempo riuscirono ad ottenere anche una scrittura in Francia, al "Crazy Horse", dove riscosse particolare successo "Lo spogliarello", un loro sketch basato principalmente sulla mimica, in cui interpretavano due maldestri giocolieri con l'intento di ottenere successo mischiando giochi acrobatici allo strip tease. Fu proprio questa scenetta a colpire il produttore ed editore Angelo Rizzoli che li ingaggiò per interpretare la pellicola "Ischia operazione amore" che uscì nelle sale nel 1966. E fu il grande Rizzoli che decise di cambiare definitivamente il loro nome d'arte da "Jerry e Fabio" a "Ric e Gian".

Sul set ischitano di "Ischia operazione amore" Ric e Gian lavorarono in armonia con Peppino De Filippo, che già nove anni prima aveva interpretato nella nostra isola verde - e con maggiore successo artistico - il film "Vacanze a Ischia" diretto da Mario Camerini. Negli anni successivi, i due comici interpretarono altri quattro film, tutti mediocri ma di grande successo popolare, quali: "Ric e Gian alla conquista del West" (1967, con la regia di Osvaldo Civirani), "Lisa dagli occhi blu" (1969, diretto da Bruno Corbucci: nel cast ritrovano l'amico Peppino De Filippo), "Quelli belli siamo noi" (1970, realizzato da Giorgio Mariuzzo) e "Kakkientruppen" (1977, con la regia di Marino Girolami).

Tuttavia il successo più grande Ric e Gian lo ottennero in varie trasmissioni televisive, a partire dal 1966 come ospiti fissi nel programma "Viva l'astrologo" con Raffaella Carrà. Successivamente i due comici ebbero la fortuna di lavorare con altri astri come Carmen Villani, Mike Bongiorno, Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto (alias Cochi e Renato) e altri mostri sacri. Anche sulla ribalta teatrale, Ric e Gian raccolsero molti allori. Interrotta l'attività con la Rai alla fine degli anni '70, i due comici iniziarono a lavorare per tv private, quindi, nel 1983, passarono con la Fininvest presentando su "Italia 1" il programma "Ric e Gian Folies" con Edwige Fenech. Quattro anni dopo, dopo altre attività di successo in note tv private, il "binomio" si sciolse e i due attori continuarono a lavorare separatamente.

Tuttavia, tra il 2002 e il 2006 il duo si ricompose in altre rubriche televisive nelle quali riproposero, con grande successo, le loro performance ottenendo un alto indice di gradimento per poi dividersi definitivamente dopo la trasmissione "Comunque vada sarà un successo" a cura di Patrizia Rossetti, con testi di Dino Verde curati dal figlio Gaetano Verde.

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