Alla Galleria Eloart di Forio d'Ischia la mostra "18 miglia" di Chiara Arturo

Venerdì 18 Dicembre la Galleria Eloart di Forio d'Ischia è lieta di presentare la prima mostra personale della fotografa Chiara Arturo (Ischia, 1984) dal titolo 18 miglia. La mostra racconta attraverso 25 fotografie un viaggio liquido, fatto di sensazioni più che di distanze, tra l'isola e la terraferma. Visioni raccolte negli anni di andate e ritorni che diventano il punto di partenza della ricerca personale dell'artista. Una foto per miglio - spiega l'artista - per raccontare una distanza che è anche un ricordo, una sensazione più che un percorso: il mio viaggio tra l'isola e la terraferma. Paesaggi ripescati in un immaginario consolidato da anni di andate e ritorni, che io sento come atmosfere interiori. Le visioni sono alterate dalla matericità del filtro/finestrino, aggredito dalla salsedine e dall'elemento acqua in tutte le sue forme, ma anche dalla luce, che spesso irrompe con violenza. Onde, promontori, fari, scorci, grandi navi: diventano i personaggi di una sorta di romanzo di formazione fatto al novantapercento d'acqua. In questo lavoro mi sono ri-percorsa. Da sempre per me lo stare in mezzo al mare rappresenta una geografia del pensiero. Inseguivo un'idea di paesaggio, in movimento, mai uguale. Alla fine mi sono ritrovata con un mondo intimo, fatto di sospensioni che duravano cinquantacinque minuti per volta. La mappatura del mio stare precario ed ondeggiante.

Il progetto 18 miglia è nato durante la prima edizione di LAB, il laboratorio irregolare di fotografia di Antonio Biasiucci. LAB risponde all'esigenza di creare un percorso per giovani artisti e di trasmettere un metodo per una costante azione critica sul proprio lavoro. Il senso del "laboratorio" - spiega Biasiucci - è quello di scoprire un'urgenza, una autenticità attraverso il continuo confronto col soggetto scelto. Gli scatti di Chiara Arturo rappresentano una sequenza di singolarità d'orizzonti, frammenti di un viaggio liquido, mentale e tangibile, che prende avvio dall'esigenza stessa di giustificare l'attraversamento sistematico. La fotografia per l'autrice è un'indagine cartografica, miglia per miglia, di un paesaggio che diventa un pensiero, un ricordo in viaggio e di viaggio, dove la scansione temporale e spaziale delle 18 miglia determina le scelte precise della composizione. Chiara Arturo cerca e fotografa le grandi navi, i promontori rocciosi, i fari che orientano il tragitto, come fosse alla ricerca di un approdo sicuro alla fine di ciascun viaggio. Le andate e i ritorni sono racconti filtrati dai finestrini della dimora che quotidianamente accoglie Chiara per alcune ore, che si costituiscono in un immaginario stemperato dalla salsedine e dall'acqua che sedimenta lungo il vetro. Il risultato è una documentazione precisa di un viaggio senza tempo, in cui, se la destinazione materiale è consapevole, il punto d'arrivo ideale resta incerto, come se le stesse gocce di mare e di pioggia, tratto dopo tratto, lo rendessero ancora sospeso. (Chiara Pirozzi)

Chiara Arturo nasce a Ischia (NA) nel 1984. Durante gli anni dell'università, in parallelo con gli studi in Architettura alla "Federico II" di Napoli, si concentra sulla fotografia come mezzo espressivo, con un particolare interesse per il paesaggio. Intanto integra la sua formazione nel campo delle arti visive con corsi e workshop, partecipa ad alcune esposizioni collettive e inizia a lavorare come freelance. Si laurea con lode con una tesi sperimentale in Landscape Urbanism dal titolo "FAR WASTE: lettura della contaminazione ambientale in Campania per un recupero urbano produttivo". Nel 2012 entra in LAB, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci a Napoli. Tra il 2014 e il 2015 espone con LAB al Festival Internazionale di Fotografia di Roma e al SI Fest di Savignano sul Rubicone (FC), con la mostra-installazione "Epifanie". Attualmente vive e lavora in Italia, tra Napoli e Vicenza.