
PONZA
Ponza – la più grande delle isole ponziane ( 8 Km2 ca.) – fu colonizzata da 52 famiglie ischitane per complessive 130 persone nel XVIII secolo dopo esser stata praticamente disabitata per circa 2 secoli per le incursione saraceniche grazie ad un editto di Re Carlo III di Borbone del 30 ottobre 1734 con il quale venivano concessi in enfiteusi i terreni della casa reale che erano giunti grazie all’ eredità di Elisabetta Farnese, madre di Carlo III.
Il “ capopopolo” fu un contadino del villaggio di Campagnano, Mattia Mazzella, che partì con la moglie Grazia Arcamone ed i suoi sette figli andando ad occupare la vallata di Santa Maria dove – come scrive lo storico di Ponza Giuseppe Tricoli nella sua “ Monografia per le isole del gruppo ponziano” del 1855 – almeno 400 Mazzella suoi discendenti occupavano alla metà dell’ Ottocento la valle che si affaccia proprio sul porto fatto costruire da Re Ferdinando II .
Due giornalisti ischitani – Giuseppe Mazzella e Gianni Vuoso – per la prima volta dopo 275 anni sono andati a vedere cosa resta di quella colonizzazione, se sono ancora rimaste le radici ischitane, i nomi, i costumi, le abitazioni, la cucina. Quali sono oggi i problemi civili di Ponza che dal 1931 fa parte della Provincia di Latina e quindi della Regione Lazio pur essendo un’ isola completamente “ napoletana”? Come vive la popolazione che nel lungo inverno sociale – che dura da ottobre a maggio – si riduce a circa 2700 abitanti per passare nella breve estate, che dura circa 70 giorni, a circa 15 mila dimoranti grazie alla nuova economica turistica?
Il lungo reportage di 16 pagine arricchito da numerose fotografie di personaggi e di panorami appare nel numero di ottobre de “ La Rassegna d’ Ischia” la rivista di ricerche e di temi turistici, culturali, politici e sportivi diretta da Raffaele Castagna.
I due giornalisti ischitani oltre a narrare la cronaca del viaggio del XXI secolo – reso possibile dal collegamento marittimo estivo della società SNAV a mezzo aliscafo – ed intervistare uomini di cultura fra i quali l’ unico ed ultimo libraio-cartografo di Ponza, Silverio Mazzella discendente di Mattia che partì,invece, con la felucha sorrentina, ed amministratori fra i quali l’ assessore alle finanze, Giuseppe Mazzella e l’ assessora al turismo, Maria Civita Pagano,tracciano anche un excursus storico tra l’ isola d’ Ischia del XVIII secolo e Ponza avendo consultato oltre 15 volumi di storia locale delle due isole e del Regno di Napoli.
Sabato 24 ottobre alle ore 18 nella sala Gingerò del Museo di Villa Arbusto di Lacco Ameno il reportage sarà presentato dai due giornalisti che hanno anche realizzato un video su “ Il Viaggio di Mattia”.
Ma vi sarà anche una mostra storico-fotografica su Ponza allestita dall’ Associazione Centro Studi Sociali Internazionali di Roma e curata da Ascanio Guerriero e Giuseppe Mazzella di Ponza, discendente di Mattia ,con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Ponza.
Dopo 275 anni dall’ inizio della colonizzazione ischitana Ponza promuove il racconto della sua storia variegata tornando sui luoghi d’ origine dell’ “ Isola Madre”.
La Mostra storico-fotografica, attraverso immagini e foto d’ epoca, ripercorre il lungo cammino che ha trasformato l’ isola da luogo lontano e dimenticato in una delle mete turistiche più frequentate del Mediterraneo. Si va dalla nascita geologica alla civiltà romana;dalla tradizione religiosa con la devozione al Patrono San Silverio alla colonizzazione borbonica ed infine alla vita collettiva con il dramma dell’ emigrazione e dello spopolamento.
La manifestazione vuole recuperare memorie comuni tra le due isole gemelle,rinsaldandone il legame e stimolando eventi che permettano di approfondire l’ identità prima che il prezioso retaggio culturale vada irrimediabilmente perduto . Interverranno il sindaco di Lacco Ameno, Restituta Irace, il Consigliere alla Provincia di Napoli, Domenico De Siano, il Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia, Antonino Italiano, il Presidente dell’ Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’ isola d’ Ischia, Franco Borgogna, lo storico Giovanni Castagna ed il rappresentante dell’ Associazione Centro Studi Sociali Internazionali, Giuseppe Mazzella ( di Ponza) oltre ad una rappresentanza del Comune e della Comunità di Ponza.
La mostra – che sarà inaugurata alle ore 10 di sabato 24 ottobre – rimarrà allestita anche nella giornata di domenica 25 ottobre negli orari di apertura del Museo di Villa Arbusto ( dalle h. 8 alle h. 20) per poter permettere la visione oltre che ai visitatori del Museo anche alle scolaresche dell’ isola d’ Ischia .
Fonte:www.teleischia.it

Aggiungi a Google